domenica 30 luglio 2023

COLPO DI SCENA A LA PIANACCINA

Come ogni anno, nell'ultima domenica di luglio, si è tenuta oggi la commemorazione al Cippo de La Pianaccina per ricordare Pippo e i suoi uomini. Come di consueto, era presente la delegazione americana di Camp Darby e fortunatamente è stata possibile la presenza dello stesso  Comandante della base dello scorso anno. E' stato, così, come ritrovarsi veramente tra amici, emozionati e contenti di rinnovare questo appuntamento denso di significato per ambo le parti.

Sono quindi seguiti gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni. Ancora una volta, l'intervento più carico di significato e di emozione è stato quello del Consigliere, in rappresentanza del Comune di Pistoia, Giampaolo Pagliai e nel suo intervento vi è stato un vero e proprio colpo di scena: non solo la promessa rinnovata di creare il monumento per Manrico, ma la costituzione di un Comitato a questo scopo che vede, tra gli altri, la presenza della Fondazione Cassa di Risparmio. A ciò si aggiunge anche  la notizia della possibile prossima presentazione del libro su Pippo proprio a Prunetta per il mese di agosto, data ancora da determinare da parte della locale Pro Loco.

Insomma, molto bolle ancora in pentola in nome di Pippo e dei suoi uomini sul fronte pistoiese mentre Lucca e Provincia continuano ad essere non pervenute, malgrado la promessa pubblica della targa in memoria di Pippo proprio dove a Lucca abitava. Continuiamo anche a chiederci il perché dell'ostinato silenzio di Barga e Bagni di Lucca, zone molto importanti  oltretutto per l'operatività dell'XI Zona Patrioti Pippo e dove, come a Barga, esiste anche una via intitolata al Comandante, ad eccezione del piccolo evento recente di Sommocolonia relativo al restauro delle lapidi commemorative della Battaglia di Natale del 1944.

Ci auguriamo che Pistoia continui nelle sue importanti iniziative e che queste, magari, riescano a fare da traino anche per altre realtà tuttora silenti. 












venerdì 21 ottobre 2022

''Quella volta che ospitai il partigiano Ducceschi''

 





Non capita più molto spesso di incontrare qualcuno che ha conosciuto Pippo di persona. Quindi l'incontro con "Cappuccetto Rosso", nome di battaglia di Bruna, è stato un evento davvero emozionante.

 

Il resoconto di quei momenti emozionanti nel bell'articolo di Luca Galeotti ne "LA NAZIONE" Cronaca di Lucca del 20 ottobre 2022

 

http://www.manricoducceschi.it/sito/LANAZIONE20102022.htm

 

Di seguito il link del video realizzato da NoiTV:


https://youtu.be/jZK5signaQo


lunedì 1 agosto 2022

... E SIAMO ANCORA QUA!

 




Come ogni anno, anche quest'anno ci siamo ritrovati a La Pianaccina di Pian di Novello a commemorare Pippo e l'XI Zona Patrioti. Ogni anno, di queste ultime commemorazioni, l'evento è sempre più coinvolgente e questa volta, oltre a una nutrita rappresentanza americana di Camp Darby, sono state presenti anche le autorità comunali e provinciali nella veste del Sindaco ospitante di Abetone-Cutigliano, Giampaolo Pagliai in rappresentanza del Comune di Pistoia e Luca Marmo come Presidente della Provincia. Ancora una volta, con la perfetta organizzazione di Rita Monari di Anpi Montagna, tutto si è svolto in modo impeccabile e dopo i discorsi delle autorità, dove in particolare vale la pena di ricordare il puntuale  e bel discorso di Pagliai, sono intervenute anche la nipote di Pippo, Laura Poggiani, che ha voluto ricordare come Pippo fosse anche un grande amante della montagna, amico di  Zeno Colò e Celina Seghi, recentemente scomparsa, anch'essi esponenti della mitica classe di nascita 1920. Poi è stato ricordato l'ultimo componente della formazione, scomparso lo scorso anno, Annibale Frullani, tramite la figlia e la nipote. Vi è stata poi l'Associazione L'altro Lato del Caposaldo che ha parlato del Museo allestito a Piano Sinatico che vale sicuramente visitare.

Grandi assenti della giornata di oggi sono stati l'altra associazione particiana ATVL che, malgrado sia stata invitata ha ritenuto opportuno non partecipare, e la vera bandiera di battaglia della formazione: una volta custodita nel ormai chiuso Museo della Liberazione di Lucca, adesso, sembra, dovrebbe essere in mano proprio a questa associazione. Ci auguriamo che il prossimo anno possano essere ambedue presenti e colmare così questo vuoto.

Anche stavolta Camp Darby ha voluto ringraziare per l'invito e così hanno lasciato una targa commemorativa che è stata molto apprezzata, così  come la compagnia dei presenti della base che ci teniamo ad avere sempre con noi a questo evento perché, come è stato sottolineato anche oggi, la formazione era inquadrata nell'Esercito Americano e indossava divise americane, nonché l'unico riconoscimento dato a Pippo è stato proprio dal Governo Americano con la Bronze Star Medal.

Allora ancora grazie a tutti per la bella giornata trascorsa insieme e un arrivederci al prossimo anno!

















mercoledì 25 maggio 2022

LALTROLATO DEL CAPOSALDO

Sull'Appennino, vicino all'Abetone, a Pianosinatico si trova un museo davvero particolare la cui storia ricorda, per certi aspetti, quella del Museo della Liberazione voluto da Carlo Gabrielli Rosi.

"LALTROLATO DEL CAPOSALDO" è il frutto di una grande passione per la Storia di Pianosinatico e così, grazie all'aiuto di molte persone che hanno donato i loro ricordi oppure grazie a qualche fortunoso ritrovamento, si possono ammirare reperti davvero interessanti: armi, oggetti, documenti appartenuti alle varie parti in conflitto durante la Seconda Guerra Mondiale. Di particolare interesse, per noi, dei documenti firmati da Pippo e alcuni reperti relativi all'agguato subito dal Contrammiraglio giapponese Toyo Mitunobu.

Insomma, una visita assolutamente da fare per chi vuole mantenere vivo il ricordo di quanto è avvenuto nel secolo scorso.














 

domenica 6 marzo 2022

UNA GIORNATA STORICA


Quando un evento è atteso da tanto tempo, che riguarda qualcuno che non è più fisicamente tra noi, come nel caso di Pippo, certe coincidenze non possono essere casuali, anche se, in un altro contesto, lo sarebbero certamente. Così mi è subito apparso assai curioso, e di buon augurio, quando, uscendo di casa per recarmi alla cerimonia indetta dal Comune per il riconoscimento di Pippo come "Cittadino Illustre", ho trovato, appoggiata sulla cassetta della posta... una bandiera italiana! Caduta da chissà dove, di proprietà di chissà chi, caduta in terra per chissà quale motivo, forse il forte vento, quella bandiera stava lì, quasi ad aspettarmi, come un misterioso messaggio, per chi crede a queste cose ed io ovviamente ci credo, di chi, protagonista della mattinata che di lì a poco si andava a svolgere, sembrava confermare la sua presenza metafisica e la sua soddisfazione per questo riconoscimento atteso da sempre. 

Poi è arrivato l'evento, la conoscenza anche con i discendenti di Vincenzo Nardi, detto "Guido", di cui mi ricordo molto bene avendolo conosciuto quando, spesso, arrivava a casa a trovare mia nonna e insieme parlavano di mio zio. Un'amicizia, tra mia nonna e Vincenzo, che si protrasse fino a quando mia nonna morì e che, non appena Vincenzo divenne Presidente della Provincia, si concretizzò in una medaglia per mio zio, con le parole di Vincenzo, quasi a scusarsi: "Purtroppo non ho potuto ottenere di più. Purtroppo Manrico ha avuto la sfortuna di non morire in un'azione di guerra..." ben sapendo, come lo sapeva mia nonna, che in realtà i riconoscimenti per Pippo, come il successivo tentativo di calarlo nell'oblìo perpetuo della memoria storica di una città prima e della Nazione poi era riconducibile esclusivamente alla decisione di Pippo di non schierarsi politicamente con nessuno.

Adesso, grazie al Consigliere Comunale Giampaolo Pagliai, promotore dell'iniziativa, sottoscritta poi però trasversalmeente da tutte le parti politiche, si è potuto ottenere questo bellissimo, doppio risultato: il Comandatnte dell'XI Zona e quello della XII riconosciuti "Cittadini Illustri" del Comune di Pistoia. Poco importa se poi nei discorsi dell'ANPI locale veniva puntualizzato che Pippo era meno conosciuto di Fedi, che la sua formazione era costituita da "un manipolo di persone" solo successivamente inquadrate nell'esercito americano. A riequilibrare il tutto, anche riguardo la voluta omissione dell'importante ricostruzione documentale del libro dedicato a Manrico sulle circostanze che poi ne decretarono la morte, è arrivata puntuale la Presidente dell'ATVL Simonetta Simonetti, che ancora ringrazio per la sua preziosa e affettuosa presenza.

Certo, il Consigliere Pagliai ha notato come ancora una volta, dopo ben 70 anni, una certa area politica, seppur invitata, avesse declinato. Ma non importa. Importa solo che il 5 marzo 2022 la città di Pistoia, nella veste del Sindaco e della rappresentaza dei suoi Consiglieri, abbia dato un grande abbraccio a uomini che hanno dato la loro vita affinché fossimo liberi e democratici e la lettura di Pagliai delle parole dell'Ordine del Giorno dell'8 marzo 1945 di Pippo, così attuali e quasi profetiche, ha saputo parlare al cuore di tutti. 

Ci lasciamo quindi alle spalle la delusione per la mancata medaglia al Valor Militare negata dallo Stato Italiano con motivazioni ridicole e guardiamo avanti, al riconoscimento di una Comunità al valore di due suoi concittadini. Però, se abbiamo esaurito ogni parola per ringraziare Pistoia per questo evento, appare ancora più grande il divario con citta' quali Lucca, dove Pippo ha vissuto alcuni anni e vi è morto, Barga e Bagni di Lucca, dove il Nostro ha diretto valorose azioni di guerra e, nel ultimo caso, addirittura vi era fisicamente col suo comando. In quelle città tutto tace, nessuna celebrazione per il centenario della sua nascita, nessuna targa a Lucca a ricordare dove è morto. Già, ma stiamo parlando di una città, Lucca, che ha preferito chiudere il bellissimo Museo della Liberazione senza muovere un dito. In fondo, quel Museo, era stato allestito da un Patriota dell'XI Zona, Carlo Gabrielli Rosi, ossia di un appartenente a quel "manipolo di persone" che certe associazioni sono ancora convinte di descrivere così per sminuirne l'importanza. Ma, malgrado quelle associazioni, Pippo e la sua Formazione adesso sono ancora più presenti e vivi che mai, recuperando finalmente il posto che spetta loro nella memoria storica collettiva e sconfiggendo così i nemici che, dopo quelli reali della guerra, hanno cercato di riscrivere la Storia a modo loro nel dopoguerra.

Laura Poggiani

giovedì 25 novembre 2021

DAVVERO UN TRISTE EPILOGO

Chi segue da tempo questo blog sa perfettamente quanto siamo e siamo stati affezionati al Museo della Liberazione di Lucca. Il nome, non casuale di questo Museo, univa trasversalmente, senza etichette di "destra" o "sinistra", il popolo italiano. Portava infatti per mano il visitatore attraverso un preciso periodo storico: partendo dalle origini della I guerra mondiale, lo guidava attraverso le vicissitudini della seconda e oltre, in un modo che ti prendeva il cuore perché non trovavi glorificati personaggi politici di rilievo, come spesso ci si attende in un Museo, bensì la gente comune: dalle terre dei cimiteri italiani e esteri dove erano stati sepolti soldati italiani, alla sedia dove era stato fucilato il partigiano e che ancora recava il buco del proiettile, passando per tutte le bellissime, originali bandiere degli Stati che avevano combattuto a fianco dei partigiani nell'ultima guerra e, tra di esse, la vera bandiera di combattimento dell'XI Zona. Oltre a tutto questo, vi erano libri e documenti e una sala dedicata interamente alle donne che avevano dato il loro contributo, a volte pagando anche con la vita. In questo Museo, inoltre, visitatissimo dalle scuole e persino da stranieri, si erano tenute interessanti conferenze sulla persecuzione ebraica e la vicenda istriana. Insomma, un luogo di aggregazione unico nel suo genere che ben si integrava all'altro settore, più prettamente documentale, offerto dall'Istituto Storico, tuttora presente a Lucca. Il curatore di questo Museo, Carlo Gabrielli Rosi, forse con una lungimiranza che nemmeno lui aveva valutato fino a che punto, ci chiese a suo tempo di documentare ogni singolo pezzo del museo fotograficamente perché voleva farne un catalogo e mettere sotto ogni fotografia, la storia di quel reperto, dove lo aveva acquisito, chi glielo aveva donato. Purtroppo il tempo non giocò a suo favore e così questa seconda parte del lavoro non fu possibile effettuarla ma tuttora disponiamo delle foto scattate in quel particolarissimo Museo. Come i nostri lettori affezionati ormai sanno, dopo un tentativo di smantellare il Museo, riuscito vano, la Giunta Comunale garantì, come dimostrato da un articolo di giornale tuttora curiosamente sparito dalla rete, http://www.manricoducceschi.it/PIPPO/viewtopic.php?p=284&sid=0054f153f7d2325d1f6229509d7322d2, di ampliare e mantenere il Museo che nel frattempo aveva preso il nome di Gabrielli Rosi. Ma questa promessa, dopo un certo arco di tempo, e' stata infranta e il Museo chiuso. Avevamo già segnalato, con nostro grande rincrescimento, la cosa ma adesso apprendiamo che il Museo è stato del tutto smantellato e tutto il materiale non ci è dato sapere che fine abbia fatto. Presumibilmente la documentazione si spera che sia stata acquisita dall'Istituto Storico, ma tutto il resto? Vorremmo delle risposte, così come avremmo voluto anche che le parti che si definiscono a piena bocca "antifasciste", "depositarie della memoria storica" e "depositari del sacrificio di coloro che sono morti per combattere il nemico" si fossero indignati, avessero effettuato manifestazioni, avessero coinvolto la stampa e le TV per far conoscere a tutti ed evitare questo scempio. Invece niente. Non ci inoltriamo poi nella curiosa peculiarità che il Museo è stato smantellato proprio da una giunta di Sinistra perché la cosa ci porterebbe a considerazioni che invece lasciamo interamente a chi legge. Cosa fare a questo punto? Abbiamo pensato ad una petizione online per richiederne la riapertura ma non sappiamo che fine abbia fatto il contenuto del Museo: a suo tempo il Comune stesso prospettò di farlo finire imballato in qualche scantinato comunale per recuperarlo ogni qualvolta vi fosse una mostra a tema, ma adesso non sappiamo nemmeno se è andata così. Allora, per cortesia, non parlateci più di "antifascismo", riempendovi la bocca con frasi retoriche quando poi succedono, nella pratica, eventi come questo e ci chiediamo dove fosse l'ANPI di Lucca in quel frangente. E' un quesito che avevamo già posto in precedenza ma che a tutt'oggi non ha ricevuto risposta. Invece di celebrare, come è apparso in rete proprio in questi giorni, e giustamente, da parte di questa associazione del ricordo della scomparsa di una grande partigiana, forse dovrebbe anche ricordarsi che il primo luogo dove un partigiano, e non solo lui, dovrebbe essere ricordato è là dove vive il ricordo di quel periodo, dove vi ha lasciato il cuore perché un parente o un amico ha dato la vita e lo ricorda una sedia con il foro, è dove si può vedere un elmetto tedesco accanto ad uno americano, dove sventolano le bandiere di indiani, polacchi, canadesi e molti altri, che con entusiasmo donarono tramite il loro ambasciatore la loro bandiera... insomma, in quello che era e che nella nostra mente resterà per sempre il Museo della Liberazione e i loro detrattori se ne diano pace: dei loro nomi, della loro esistenza, non resterà alcuna traccia non solo ai posteri, ma anche nel decorso degli anni futuri. Di questo Museo, invece, resterà sempre traccia, finché ci sarà il nostro sito innanzi tutto, ma anche negli occhi di coloro che lo hanno visitato e che ne perpetuano il ricordo.