martedì 6 marzo 2012

LA DOMUS MAZZINIANA DI PISA

Dal SITO UFFICIALE DOMUS MAZZINIANA   http://www.domusmazziniana.it/



Da "LA NAZIONE" cronaca di Pisa del 6 marzo 2012:

"di GIUSEPPE MEUCCI «VOI SIETE i custodi dell'atto di nascita dell'Italia unita perché conservate il giuramento della Giovine Italia», ha detto ieri Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio rivolgendosi al sindaco Marco Filippeschi in occasione dell'apertura al pubblico della rinnovata Domus Mazziniana. «L'Italia  ha aggiunto  nasce come Nazione volontaria ed il manoscritto conservato nell'ultima sala della Domus è l'atto di volontà''. Straordinario museo dedicato alla storia del Risorgimento e del movimento operaio nel XIX secolo, la Domus Mazziniana arricchisce da oggi il già cospicuo patrimonio culturale della città e si avvia a diventare sempre più un centro di documentazione di livello nazionale sulla storia e il futuro delle democrazie.  VISITATA in corso d'opera dal presidente Giorgio Napolitano il 20 ottobre scorso, è stata inaugurata ufficialmente dal sottosegretario Peluffo alla presenza di un ospite d'onore, l'ambasciatore francese Alain Le Roy e delle autorità cittadine. Bellissima la nuova facciata realizzata sul retro della casa che si affaccia su via D'Azeglio, dove l'architetto Laura Spalla ha realizzato un grande murale con il testo del celebre giuramento, creando un effetto di grande suggestione con l'altro murale, quello di Haring, che è quasi prospiciente. La Domus, poi, interamente rinnovata su progetto dell'architetto Mario Pasqualetti, propone un itinerario nell'area museale, dove sono conservati i cimeli e gli ultimi oggetti personali di Mazzini e all'interno della grande biblioteca, destinata ad essere sempre più il cuore vivo della Domus. «Il luogo  ha detto Peluffo  dove cominceremo a impostare il percorso per giungere al prossimo anniversario dell'Unità d'Italia e dove proseguiremo lo studio di quello straordinario pensatore che è stato Mazzini. Quasi profetico, se si pensa che parlò due o tre volte con Marx e ne divenne un fiero avversario dopo aver capito che il socialismo rivoluzionario non era fatto per gli stati europei».  UN PICCOLO-GRANDE museo da visitare, dunque, la rinnovata Domus dove si trovano anche testimonianze che ci restituiscono un'immagine più vera e diversa da quella ufficiale di Mazzini tramandata dai libri di scuola. Un personaggio non soltanto serio e pensoso dei diritti e dei doveri dell'uomo, ma anche allegro, scanzonato, gran corteggiatore (con successo) delle donne, capace di ridere a crepapelle leggendo i sonetti in vernacolo pisano di Renato Fucini al punto da tradurli e trascriverli per una «carissima» amica inglese. Gli piaceva anche la buona birra e non si separava mai dalla sua chitarra, ancora visibile nel museo della Domus, insieme ai suoi abiti, a una manciata di mezzi toscani e alle ultime lettere che stava scrivendo. Ma al di là di questi aspetti che rendono umano e vero un grande personaggio ormai cristallizzato nell'iconografia ufficiale, c'è da sottolineare anche gli altri aspetti della Domus. E in proposito, ha detto Filippeschi, «è arrivato il momento di dare gambe al progetto di un centro studi, luogo di elaborazione e approfondimento di nuove idee sulle democrazie contemporanee». "


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