domenica 29 gennaio 2012

RICORDANDO GLI ALPINI



Da "LA NAZIONE" di Lucca del 27 gennaio 2012:

"di DINO MAGISTRELLI DOMANI e domenica Castelnuovo si tingerà di tricolore e del verde dei cappelli degli alpini. Centinaia saranno infatti le «penne nere» che confluiranno nel capoluogo garfagnino per i due giorni di ricordo del sacrificio di tanti giovani militari della zona e per il rinnovo del gemellaggio con Dronero (Cuneo). «Con questa manifestazione, che si preannuncia imponente  spiega l'assessore alla cultura e vicesindaco di Castelnuovo, Angiolo Masotti  vogliamo ribadire il legame storico tra la Garfagnana e il corpo degli Alpini e nello stesso tempo rinvigorire il gemellaggio del 1977. Saranno presenti anche i due sindaci di allora, Andreucci per Castelnuovo e Conte per Dronero». Quando prenderanno il via gli appuntamenti? «Domani alle 16.30 sotto il Loggiato Porta ci sarà il benvenuto con un concerto della filarmonica degli Alpini in congedo della Garfagnana e di quella San Luigi' di Dronero. Poi, alle 21, al teatro Alfieri si svolgerà la presentazione del volume di Luigi Grassi Il gruppo Alpini di Castelnuovo di Garfagnana 1929-2011. Ottantadue anni di vita che si intrecciano con la storia civile e sociale della Garfagnana. Durante la serata ci sarà anche un intrattenimento musicale con la presenza del coro Alpi Apuane diretto dal maestro Luca Bacci e del gruppo corale La Reis di Dan Damiano Macra Val Maira diretto dal maestro Andrea Einaudi. Seguirà un brindisi di fine serata». La pubblicazione è stata promossa dalla collana Radici della Comunità Montana della Garfagnana, in collaborazione tra Unione Comuni presieduta da Mario Puppa, Comune di Castelnuovo, associazione nazionale Alpini , Fondazione Crl. Tra le autorità presenti il sindaco di Dronero Livio Acchiardi, il presidente della Comunità Montana della Val Maira Roberto Colombero e tanti altri. Il programma di domenica? «Alle 9.30 le persone confluiranno in piazza Valmaira per la deposizione di una corona al monumento dell'Alpino. Poi in corteo verso la zona della ex Beccheria, dove verrà intitolata una piazza alla divisione Alpina Cunense. L'intitolazione della piazza è un omaggio alle tante generazioni degli alpini garfagnini che combatterono, a cominciare dal 1935, in Africa orientale, fronte francese, fronte greco-albanese, nella ex Jugoslavia e in Russia sul fronte del Don, tra il 1942 e 1943. In Russia cadde anche la medaglia d'oro al valor militare alla memoria Giovanni Vincenti. In corteo ci recheremo in Duomo per la messa, alle 11. Seguirà lo scoprimento nel Tempietto ai caduti di una lapide in ricordo degli otto garfagnini (Aldo Pieroni, Antonio Linari, Mario Piacentini, Santino Grassi, Emilio Ferrarini, Matteo Guazzelli, Francesco Pioli, Pietro Ottolini) rimasti uccisi nella slavina di Rocca Lameja in provincia di Cuneo nel gennaio 1937».  Image: 20120127/foto/4561.jpg"

Come si ricorderà "Pippo" era un alpino e non si separava infatti mai dal suo cappello con la penna.

A proposito degli Alpini ecco ancora un bel contributo da "il Giornale" del 29 gennaio 2012:

"Vent’anni orsono, come oggi, tornavamo dall’Ucraina dopo aver  ripercorso con gli sci quella che era stata la dolorosa ritirata  degli Alpini dalle steppe sovietiche. Partimmo da Nowo Kalitwa,  località sull’ansa del Don, e per dieci giorni, ripercorrendo le  tappe delle truppe alpine delle Divisioni Tridentina, Julia e  Cuneense, giungemmo a Nikolajewka dove, con un eroismo senza pari,  ciò che rimaneva di tre Divisioni Alpine al comando del Generale  Reverberi sfondarono il blocco sovietico. Con il Bollettino n. 630,  Radio Mosca nei primi giorni di febbraio annunciò il tracollo delle  forze dell’Asse sul fronte del medio Don e la caduta di Stalingrado,  ma precisò: «Soltanto il Corpo d’Armata Alpino Italiano deve  considerarsi imbattuto sul suolo di Russia». In quei giorni le  popolazioni ci accolsero con un calore e un affetto che non  dimenticheremo mai perché in quei tempi di guerra, anche se come  occupanti conquistammo la loro ammirazione e riconoscenza.  Diversamente dai tedeschi, che tennero un comportamento duro e  malvagio.   Sandro Pellegata   Albavilla (Como)"

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