venerdì 6 dicembre 2013

ADDIO, TIZIANO




Diamo notizia di quanto comunicato dalla famiglia sul quotidiano LA NAZIONE Cronaca di Pistoia del 6 dicembre 2013.

"Il giorno 4 Dicembre 2013 alle ore 22.50 è deceduto  Tiziano Palandri  Ne danno il triste annuncio la sorella, il fratello e la Famiglia tutta. Le esequie avranno luogo domani, Sabato 7 Dicembre 2013 alle ore 10.00 presso la Chiesa della Misericordia di Pistoia.  

 E' MORTO, all'età di 92 anni, Tiziano Palandri, uno dei partigiani di spicco della Resistenza pistoiese, testimone anche dei passaggi più... scabrosi. Palandri, infatti, è stato attendente sia di Silvano Fedi che di Manrico «Pippo» Ducceschi, due capi partigiani scomparsi tragicamente, in circostanze non ancora chiarite. Operaio specializzato dell'allora San Giorgio, militante nel Partito d'Azione, Tiziano Palandri fuggì dalla Jugoslavia e tornò in Italia proprio l'8 settembre '43 entrando subito nella Resistenza. Fece parte della formazione di Silvano Fedi, partecipando alle azioni più eclatanti della storia pistoiese, per uscirne nel giugno del '44  a causa di divergenze con lo stesso Fedi  ed entrare nel gruppo di Pippo Ducceschi. Palandri era anche uno degli uomini della Oss, l'organismo degli Alleati che collaborava con i partigiani. Dopo la guerra, Tiziano Palandri (fratello di Graziano, ex vice sindaco e consigliere regionale del Pci) ha lavorato nella sua azienda del ramo petroli. I funerali si terranno domani mattina, alle 10, nella chiesa della Misericordia." 


domenica 1 dicembre 2013

SULLE TRACCE DEGLI AEREI CADUTI DURANTE LA GUERRA MONDIALE






Da LA NAZIONE Cronaca di Lucca del 01.12.2013

"ALMENO 13 aerei caddero in Garfagnana tra il 1943-1945. La ricerca di resti continua nella Valle di Soraggio, a Camporanda, grazie all'impegno di un gruppo di volontari, ricercatori e appassionati di storia della Valle del Serchio, Mario Pellegrinetti, Francesco Pioli, Mariano Verdigi, Franco Bravi, Tommaso Teora, con l'appoggio tecnico di esponenti dell'associazione ricerca di aerei caduti in guerra A.C.Po di Cremona. «Altri cinque - dice Verdigi - sono i nostri obiettivi: scoprire dove cadde il P-47D del luogotenente Fromm, caduto il 20 ottobre 1944 tre miglia a ovest di Gallicano; poi ricerca del P-47D del luogotenente Matula, caduto a Caprignana di S.Romano l'8 febbraio 1945; l'aereo caduto a Palleroso di Castelnuovo il 13 febbraio 1945; ricerca dell'aereo caduto a Fosciandora il 25 agosto 1944. Infine sulle tracce di quelli abbattuti tra Volcascio e Fosciandora». D.M."



Altri link:

http://www.archeologidellaria.org/index.php?topic=1521.0

http://www.ilgiornaledicastelnuovo.it/giornale/giornale62_Giornale.pdf

http://www.inilossum.it/caduti_in_garfagnana.html


venerdì 22 novembre 2013

STUDIOSI A BORGO A MOZZANO




" IL MUSEO della Memoria di Borgo a Mozzano e le fortificazioni della Linea Gotica hanno ricevuto la visita di una delegazione di studiosi della Seconda guerra mondiale provenienti dalla Normandia, teatro dello sbarco alleato avvenuto il 6 giugno 1944, data nota come D-Day. Il gruppo era formato dai professori Marc e Luc Braeuer, rispettivamente curatore e direttore del museo di guerra, noto come Gran Blockhaus di Batz. Sur Mer (Francia), che ha al suo attivo circa 40mila visitatori all'anno. Luc ha anche pubblicato numerosi studi sul Vallo Atlantico e sulla guerra dei sommergibili. Accompagnavano i due fratelli, Sebastien Hervouet, autore con i Braeuer della Guida Europea dei musei della Seconda guerra mondiale,Tony Herent specialista in armi, Alen Durrieu storico, Michel Quettier studioso del Vallo Atlantico e Rodolph Nageale studioso della Luftwaffe in Francia. Sono stati accolti da Marcello Martini e Piergiorgio Pieroni, rispettivamente presidente e direttore del Museo e dalla professoressa Guasparri in qualità di interprete. Alla fine della visita  gli ospiti hanno espresso un entusiastico giudizio sul lavoro svolto dal Comitato, auspicando l'inizio di una collaborazione. Marco Nicoli "  da LA NAZIONE cronaca di Lucca del 22.11.2013.

sabato 19 ottobre 2013

UN INTERESSANTE DATABASE



Segnaliamo la costituzione di un interessante archivio digitale per la ricerca di persone scomparse durante le ultime 2 guerre mondiali. E' sufficiente, infatti, avere a disposizione un computer e andare all'indirizzo


Una volta entrati nel sito, si procede con la scelta della regione e della provincia di origine del familiare disperso che si sta cercando. Qui sono infatti classificati tutti i morti sepolti in luoghi lontani dall'Italia, ma dei quali si conosce il luogo e la data di nascita. Si tratta di un robustissimo database compilato da Roberto Zamboni, un veronese che intrapresa una ricerca di alcuni suoi parenti caduti in guerra ha poi voluto condividere il copioso materiale raccolto con la comunità e per questo ha ricevuto moltissimi riconoscimenti. 

SENTENZA SU CEFALONIA


Da LA NAZIONE cronaca di Pisa del 19.10.2013:

" «SONO molto contento che quell'assassino sia stato condannato». E' stato questo il commento dell'unico superstite della strage di Cefalonia, il pisano Libero Cosci. Così quest'uomo, oggi di 93 anni, ha avuto giustizia dopo settant'anni di attesa. Il suo commento è giunto alla notizia della condanna all'ergastolo per Alfred Stork , il militare tedesco, novantenne, accusato di aver partecipato alla fucilazione di «almeno 117 ufficiali italiani» a Cefalonia, nel settembre 1943. Purtroppo una condanna giunta a scoppio troppo ritardato e in contumacia. Cosci era sergente maggiore e come gli altri suoi commilitoni venne mitragliato dai tedeschi ma scampò alla morte. «RESTAI VIVO  racconta  perché rimasi per otto ore sotto ai cadaveri dei miei compagni». Quando i militari tedeschi finalmente si allontanarono dopo aver finito gli agonizzanti con un colpo di revolver alla testa, riuscì a raggiungere una casa di abitanti dell'isola che gli prestarono aiuto e lo nascosero. La scorsa settimana Libero Cosci è partito da San Frediano a Settimo ed è tornato a Cefalonia, ha rivisto i luoghi della tragedia della Acqui, la Casetta Rossa dove i Gebirsgjager di Stork massacrarono gli ufficiali. Ha rivisto anche lo stesso luogo dove spararono a lui, un mare di ricordi amari che ancora oggi a 70 anni da quell'eccidio gli fanno venire gli incubi di notte. «La condanna all'ergastolo è giusta, meno male che è arrivata: io ho il dovere di tenere viva la memoria dei miei commilitoni, di tenere fede, rispettare quelle urla tra gli spari e i pianti: io devo ricordare e raccontare. Chi vive racconti'». LA VICENDA umana di Libero Cosci non finì a Cefalonia: fu poi prigioniero dei tedeschi in continente per finire con i partigiani in Montenegro, con altri drammi, altri lutti e tragedie. «I titini provarono a fucilarmi per tre volte, ma mi salvò un mio amico dicendo che ero reduce da Cefalonia, solo che lui invece cadde sotto al piombo dei partigiani jugoslavi dopo avermi salvato. Meno male che l'hanno condannato, quell'assassino  dice ancora . La decisione del Tribunale militare mi sembra giusta per la storia  chiude emozionato  continuate a parlare di noi, non dimenticateci, anche quando fisicamente non ci saremo più»."

giovedì 17 ottobre 2013

NEL SEGNO DEL TRICOLORE

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo: