domenica 8 dicembre 2019

IL VALORE DELLA MEMORIA



In questi giorni, dobbiamo ammettere, le soddisfazioni non sono mancate: prima la recensione di TVL Pistoia riguardo la presentazione del libro "Aneddoti & ricette di Nonna Matilde", costellato di ricordi dell'infanzia vissuta con Matilde, la mamma del Comandante Pippo. Poi ieri  l'emozionante pomeriggio dove, oltre alla presentazione del libro su Manrico, si è molto parlato dell'importanza di mantenere la memoria.

Una sola nota stonata che ci tocca da vicino: aver saputo della chiusura definitiva a Lucca del Museo della Liberazione. A questo Museo eravamo particolarmente affezionati perché fu allestito con grande amore da un uomo della formazione dell'XI Zona Patrioti, il prof. Carlo Gabrielli Rosi, che ci chiese personalmente di catalogare in modalità fotografica tutto il materiale ivi inserito, cosa che puntualmente facemmo e di cui tuttora disponiamo le immagini che, nell'intenzione di Rosi, avrebbero dovuto costituire un catalogo da mettere on line affinché tutti potessero avere un'idea dello splendido museo che aveva allestito con tanta cura e amore. Un Museo che percorreva il periodo storico che partiva dalla I Guerra Mondiale fino al  dopoguerra e che era piuttosto anticonvenzionale, in quanto conteneva libri storici, foto, persino la terra dei luoghi dove erano avvenute le stragi naziste quali Marzabotto o Sant'Anna.

A suo tempo, quando il Comune di Lucca ventilava proprio di voler chiudere questo piccolo angolo, peraltro visitatissimo, di Lucca, interessammo i giornali e l'allora Assessore con delega ai musei rassicurò che non sarebbe mai successo.  http://www.manricoducceschi.it/PIPPO/viewtopic.php?p=284&sid=0054f153f7d2325d1f6229509d7322d2   Invece ora il Museo è chiuso. E chi ne ha voluto la chiusura? No, non chissà quale corrente fascista o di destra, nemmeno i cittadini che, al contrario, hanno manifestato numerosi affinché riaprisse. 

Ad ogni modo ieri si è verificata una doppia festa della parte sana della città: dentro i locali, la presentazione, che ha degnamente ricordato il valore, oltre che di Pippo, di alcuni suoi concittadini, primo fra tutti proprio Carlo Gabrielli Rosi a cui si vuol intitolare una scuola, proposta che appoggiamo pienamente, e, all'esterno, le Sardine, che manifestavano pacificamente con canti e coesione apartitica.

E' questo che avrebbe voluto Pippo, è questo per cui hanno combattuto i nostri antenati: unire, non dividere, ricordare, non dimenticare chi non ci piace perché non ci piace. Mentre un gruppetto di persone che, magari fregiandosi del potere che una forte associazione ha, sta solo cercando ancora una volta, di mettere il bavaglio alla Storia, comportandosi peggio di coloro che a parole sostiene di combattere.

W Pippo e i valori educativi che ancora ci tramanda, W la Storia, W l'Italia e speriamo che Giustizia sia resa riaprendo il Museo che, al suo interno, contiene la bandiera originale dell'XI Zona, bandiera che Rosi voleva donarci ma che, in accordo con la figlia, decidemmo di lasciare nel luogo dove tutti la potessero vedere e ancora onorare: il Museo della Liberazione, Museo purtroppo adesso indebitamente chiuso.

lunedì 11 novembre 2019

1920, UN ANNO DI NASCITA DAVVERO MOLTO PARTICOLARE



Ci sono dei ragazzini adolescenti che, nel 1932, tutti nati nel 1920 e solo uno nel 1922, gravitano nel prestigioso liceo classico di Pistoia, il Forteguerri. Davvero interessante come molti di questi si ritroveranno addirittura in classe assieme, alcuni per tutto il percorso scolastico, altri magari solo per un anno. Il più giovane tra loro, nato nel 1922, si chiama Mauro Bolognini e diventerà poi un affermatissimo regista ma vediamo un po’ chi sono gli alunni nati nel 1920. Troviamo, com’è arcinoto, Silvano Fedi, lo sfortunato Comandante che morirà poi in un’imboscata, ma troviamo anche, nato a sola una settimana di distanza dal nostro Pippo, un ragazzino che, nato a Caltanisetta, all’età di 10 anni si trasferisce a Pistoia dove, appunto, frequenterà il Forteguerri: Antonino Caponnetto, che diventerà poi un prestigioso e affermato giudice antimafia. Vi sono poi alcune presenze prestigiose locali, come l’Ing. Natale Rauty, ma anche l’estemporanea, quanto interessante figura di un ragazzino che, nato a Firenze, si trasferisce a Pistoia per poi tornare nella sua città nel 1936. Ebbene, come Pippo, anche quest’ultimo diventerà Comandante partigiano, ma nel Nord Italia, della 52° Brigata garibaldina “L. Clerici”, e si troverà al centro di eventi molto particolari, come l’arresto, a Dongo, di Benito Mussolini. Si tratta del Conte Pier Luigi Bellini delle Stelle, nome di battaglia “Pedro”, autore del libro "Dongo ultima azione" edito da Mondadori nel 1962 (poi ripubblicato nel 1975 col titolo "Dongo: la fine di Mussolini") e scritto sulla base degli appunti presi durante i giorni della Resistenza.



martedì 5 novembre 2019

E' USCITO!





E’ già disponibile, sugli appositi siti internet quali Amazon o Hoepli, acquistabile anche con il bonus Cultura e Docenti, il libro, edizioni Tralerighe libri, che ripercorre gli ultimi istanti della vita del Comandante Manrico “Pippo” Ducceschi. Analizzando documentazione inedita, infatti, si offre una possibile nuova chiave di lettura degli avvenimenti e il lettore sarà guidato per mano in quel difficile periodo che il nostro Paese dovette fronteggiare nel 1948. Attraverso gli occhi del protagonista, che si trovò a prendere decisioni sempre più gravose e al contempo fronteggiare nemici palesi e occulti, il lettore troverà nuovi spunti di riflessione.

sabato 2 novembre 2019

E LA LUCE TORNO' A BRILLARE




Un ringraziamento doveroso all'Amministrazione Comunale di Pistoia che, visti gli sviluppi di questi ultimi giorni, ha provveduto prontamente a riportare la luce sulla tomba di Pippo.


Un particolare e sentito ringraziamento va però al quotidiano IL TIRRENO che ha supportato la nostra istanza.

venerdì 1 novembre 2019

UNA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI ASSAI MOVIMENTATA




Tutte le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di mettere sul loro sito Internet la modulistica per ogni sezione dei loro uffici. Non esiste pertanto che ancora mi senta ripetere: “vada all’ufficio tal dei tali… In via tal dei tali… lí hanno il modulo che lei deve compilare per…“! Questa infatti è stata la frase che da ieri mi sento ripetere dall’addetta comunale che mi ha contattato dopo l’articolo su Il Tirreno del 31.10.2019 mentre invece sarebbe stata molto meglio una risposta del tipo: “mi scuso per il problema che ha incontrato e rappresentando l’Amministrazione vedrò di fare il possibile per risolverlo in tempi brevi“. In effetti la risoluzione, o meglio, il tentativo della stessa, c’è stato ma con tono molto scocciato e soprattutto cercando di fare il classico “scarica barile“ per quanto riguarda non tanto la luce, ma il problema più grosso, ossia la tomba devastata di mia madre! Ecco allora un rincorrersi di: “Ha sentito l’ingegnere? Sa c’è una crepa…”. Salvo poi il giorno dopo dare indicazioni del tutto diverse. 

Allora, intanto vorrei segnalare all’Amministrazione, se vuole lo farò anche tramite la voce di “accesso civico“, che, in virtù della trasparenza, sul loro sito sono obbligati a indicare il responsabile del procedimento, che trafila occorre fare, da parte dell’utente, qualora si verifichino problemi di danneggiamento alle tombe, luce non funzionante, eccetera. e, soprattutto, anche rendere disponibile il modulo online e prevedere l’invio dello stesso tramite posta elettronica certificata. Questo dice la legge. Meglio sarebbe se addirittura mettessero online anche altri servizi, cosa che noto stanno già cercando di fare ma per adesso siamo solo all’inizio… Comunque l’importante è la modulistica che deve essere immediatamente disponibile perché non si può pensare che una persona, magari anziana, magari disabile, debba fare una trafila immensa, come nel mio caso, passando prima dal cimitero poi andando all’ufficio dall’altra parte della città, poi magari sentirsi dire che si deve rivolger è un altro ufficio ancora e qui via discorrendo fino a dover risalire all’addetto che si occupa della questione, fermo restando che a tutt’oggi l’addetto a quanto pare non si sa ancora chi sia perché chi mi ha contattato non fa altro che puntualizzare come non sia lei che si deve occupare della cosa. Mi viene inoltre sottolineato come il danneggiamento per ben 2 volte della stessa tomba sembrerebbe essere un atto vandalico mirato, che il cimitero è molto grande e preda di atti vandalici frequenti. È una giustificazione questa? Perché allora non provvedere a una maggiore sorveglianza magari con telecamere?

In tutto questo emerge un dato di fatto davvero interessante: a suo tempo, come ho avuto modo di ricordare, la salma di Pippo fu traslata da Lucca a Pistoia su insistenza del Comune di Pistoia con la promessa di un monumento ma che invece si limitò a trovare per lui la sistemazione attuale. In questi casi, solitamente, si tratta la persona come personaggio illustre e la luce eterna è a carico del Comune. Ovviamente non in questo caso perché il familiare in questione è totalmente a carico dei discendenti. Certo, fa molto onore al Comune, magari non la gestione attuale che probabilmente nemmeno sa di questa questione, ma tutte le amministrazioni precedenti che avrebbero dovuto essere particolarmente sensibili a questa tematica… Ma si sa, Pippo era apartitico e di conseguenza, giustamente, è stato lasciato interamente a carico dei discendenti. Certo, su questo si può parlare perché attualmente viene fatta la petizione anche per un altro comandante partigiano la cui salma è stata totalmente ignorata dalle rappresentanze comunali fino ad ora… Resta l’amarezza di constatare come si manchi totalmente di sensibilità: da un lato vi è una persona che ha dato la vita per la patria ma di cui le amministrazioni non si sono sin qui curate, dall’altra vi sono le tombe che vengono lasciate nel degrado più totale rimandando sempre ai discendenti tutta una trafila amministrativa e burocratica che invece si potrebbe agevolmente evitare. 

A corollario di tutta questa vicenda vorrei segnalare che mi è stato anche detto che non avrei dovuto parlare con i giornalisti e non avrei dovuto raccontare niente… Perché questa, vedete è l’attuale democrazia: le cose scomode non vanno dette, vanno tenute nascoste! Questa non è la democrazia per cui ha combattuto Pippo! La mia Patria è differente!




lunedì 29 luglio 2019

UNA GIORNATA MOLTO EMOZIONANTE

Com'è noto, anche quest'anno, domenica 28 luglio, si è tenuta a La Pianaccina di Pian di Novello la commemorazione dei caduti dell'XI Zona e del loro Comandante Manrico "Pippo" Ducceschi.
Anche se il tempo non è stato dei migliori, la partecipazione è stata comunque intensa: la rappresentanza dei Paracadutisti della "Nembo" di Pistoia, la rappresentanza di Camp Darby, con il suo Direttore Robert Larimore e il Lt.Col. Michelle Agpalza, la rappresentanza degli Alpini, per la prima volta il Consigliere Regionale Marco Niccolai, e, oltre ai rappresentanti delle altre istituzioni e associazioni, l'ultimo reduce dell'XI Zona, il patriota Frullani che, solitamente di poche parole, stavolta ha invece raccontato le sue motivazioni che lo spinsero, allora ragazzo, ad aggiungersi agli uomini della Formazione.
L'organizzazione impeccabile di Rita Monari, Presidente dell'ANPI Montagna Pistoiese, ha fatto sì che tutto si svolgesse perfettamente malgrado la pioggia insistente.
Con grande sorpresa, il Direttore di Camp Darby ha fatto omaggio alla nipote del Comandante Pippo e al Patriota Frullani di un gradito ricordo della Base a sancire ancora una volta la grande amicizia che ha sempre legato e lega tuttora gli USA e il Nostro Paese.
Per coloro che non erano presenti di seguito alcune foto dell'evento.
















venerdì 19 luglio 2019

COMMEMORAZIONE A LA PIANACCINA


Come ogni anno, anche questo luglio, nell'ultima domenica, vi sarà la commemorazione dell'evento come da programma qui di seguito: