sabato 9 giugno 2018

CERTIFICATO AL PATRIOTA “INESISTENTE”



Ringraziamo Giacomo Mrakic per averci permesso di pubblicare questa interessante storia inerente suo nonno, Antonio “lo Slavo”, uno dei più fedeli e coraggiosi combattenti dell’XI Zona Patrioti “Pippo”.

Certificato al patriota “inesistente”
 




Visto che si sta andando verso la ricorrenza del 25 aprile, voglio raccontarvi una storia molto interessante che riguarda questo particolarissimo documento in mio possesso: un certificato ad un patriota inesistente (o forse no). Ma andiamo per gradi, nella speranza che la storia vi piaccia, e vi giuro che ciò che state per sentire è tutto vero.

Mio nonno Antonio Mrakic, nel 1944, si trovava a Monte Cassino con l’esercito tedesco quando decise di disertare; ma la diserzione era qualcosa di veramente pericoloso, e si pagava con la vita, non è che i Tedeschi ci andassero di scartino con chi abbandonava l'uniforme. Per questo mio nonno si muoveva con grande cautela. Di notte camminava lungo gli stradelli di campagna, di giorno dormiva nei granai approfittando dell’aiuto di qualche bella contadina (ne ricordava una in particolare, che gli tinse i capelli, biondi, con del lucido da scarpe per permettergli di fuggire perchè i Repubblichini cercavano un "biondo") e, quando era stanco e meno fortunato, si riposava nei cimiteri, dove la gente a suo dire aveva paura, e quindi era più semplice per lui dormire senza paura di venire disturbato. Il suo obiettivo era quello di risalire la penisola per ricongiungersi alla sua famiglia che si trovava tra l’Austria e la penisola istriana (entrambe all’epoca sotto controllo tedesco) quando, ad un certo punto, venne catturato a Poppi.

Si, commise il classico errore del coglione, roba da film comico, se non ci fosse di mezzo la vita di una persona; stanco, entrò in un casolare in un bosco e, quando accese la lampada a petrolio che si trovava sull’ingresso, si rese conto che dentro ci stavano dormendo una decina di repubblichini. Inutile proseguire; fu portato ad Arezzo, pestato come una zampogna e si salvò dalla tortura solamente perché ebbe la fortuna di incontrare un ufficiale tedesco, al quale cominciò a gabellare una storia di spionaggio, razza ariana, operazioni sotto copertura, esoterismo e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente tutto questo discorso fu fatto in Tedesco, e questo gli salvò la vita. Ma rimaneva da capire chi fosse e perché era lì. La divisa era stata tirata alle ortiche precedentemente (per fortuna) e lo stesso i documenti. Peraltro pendeva sul suo nome una accusa di diserzione. Praticamente era un signor nessuno e bisognava verificare l’attendibilità delle balle (molte) che aveva raccontato per salvarsi la pelle. In attesa di capire chi fosse fu inviato a Firenze, alla Fortezza da Basso, adibita a campo di prigionia.

Quando gli fu chiesto come si chiamasse, il primo cognome che gli venne in mente fu "Cioppi" (forse per assonanza con Poppi, dove era stato catturato).

Alla fortezza da Basso però, oltre a numerosi prigionieri, operava in segreto la Resistenza. Venuti a conoscenza della situazione pericolosa in cui versava mio nonno, alcune anime pie (e che Dio le benedica per ciò che hanno fatto) riuscirono a procurare dei documenti falsi a mio nonno, il quale si era dichiarato alle autorità italiane come “Cioppi Antonio”. Con qualche magheggio si riuscì a creare dei falsi certificati ed ecco che Cioppi Antonio risultava esistente, e la vita di mio nonno era, per il momento, salva.

A seguito di un bombardamento che aprì una breccia nella fortezza, mio nonno riuscì fortunosamente a fuggire, riprendendo la sua strada verso nord. Sempre per puro caso mio nonno finì per unirsi ai partigiani della XIma zona, i quali, allertati anche da altri partigiani che fecero da garanti (all'inizio mio nonno avrebbe dovuto unirsi ad un'altra formazione partigiana), accolsero mio nonno venendone a conoscenza della sua identità. Ma se l’identità di mio nonno era chiara per i partigiani di Pippo, tanto da meritarsi il nome di battaglia di “Slavo”, non lo era per lo stato italiano, per il quale il partigiano “Slavo” altri non era che il signor Cioppi Antonio. Ed ecco che, complici documenti falsi rilasciati da autorità compiacenti, quando finì la guerra e il comando alleato decise di premiare i vari partigiani con il famoso certificato “Alexander” (che fu dato un po’ a tutti, compresi anche alcuni partigiani che lo diventarono il 24 aprile 1945 alle 23.59 dei quali mio nonno diffidava e dei quali potrei raccontarvi un paio di aneddoti interessanti che però lascio ad un altro anniversario), ecco che mio nonno si ritrovò il certificato al patriota intestato ad un’identità inesistente, o meglio, ad un nome che non gli apparteneva.

Solo nel 1947, due anni dopo la fine della guerra, grazie ad una sentenza del Tribunale di Lucca, per mezzo di dichiarazioni giurate di vari partigiani e dei genitori di mio nonno, il partigiano Cioppi Antonio tornò ad essere il Partigiano Anton Mrakic (perdendo però la C slava, ma questa è un’altra storia ancora).
Giacomo Mrakic
 

UN AVIATORE DELLA GRANDE GUERRA






E' stata aggiornata, sia nel testo che nelle foto d'epoca (che compiono ben 100 anni!), la pagina del sito dedicata al padre di Pippo, Fernando Ducceschi, Sergente della Regia Aeronautica nella Grande Guerra 1915-18 nonché, successivamente, dinamico componente anch'egli dell'XI Zona Patrioti. Buona lettura!

http://xoomer.virgilio.it/laurapog/PIPPO/fernandoindex.htm
 

giovedì 22 febbraio 2018

CORREVA L'ANNO...



Questa è la classe 2^ Ginnasio del Liceo Forteguerri, anno 1932-33. Quello cerchiato di rosso è Manrico. 

martedì 20 febbraio 2018

I HAVE A DREAM…




Quest’anno ricorrono i 70 anni dalla morte di Manrico “Pippo” Ducceschi. Come sempre, in questi casi, abbiamo avuto una generica promessa, da parte delle Istituzioni pistoiesi e lucchesi, che questa data stavolta non passerà sotto silenzio come molti altri anniversari precedenti. Al di là di questo, però, ancora niente di concreto, come proposta, è giunto sino a noi.

 Ma, come si sono abituati i nostri lettori che, vi assicuriamo, non sono pochi e soprattutto non soltanto dall’Italia ma da diverse parti del mondo, in primis gli States, ossia l’unico Paese che ha riconosciuto il valore militare del Comandante glorificandolo con la Bronze Star Medal mentre il Governo Italiano, dopo aver fatto scadere tutte le opzioni possibili, resta definitivamente muto a quella che, invece, avrebbe dovuto essere una sua priorità visto l’alto valore di Pippo, ebbene dicevamo, a noi la creatività e le idee non mancano e così, dopo aver mantenuto viva la memoria di Pippo con articoli sui giornali e con le pagine del web, adesso stiamo pensando a qualcosa di assai più incisivo.
 
Ecco quindi che, prendendo a prestito le parole di Martin Luther King, “I have a dream…”, anche noi abbiamo il nostro sogno nel cassetto. Sogno che non sappiamo se riusciremo mai a realizzare, allo stato attuale ci stiamo faticosamente muovendo in quella direzione ma già stanno fioccando i primi, anche sensati per carità, tentativi di dissuasione. Ma noi siamo imperterriti e come è successo per la questione della medaglia, che non siamo riusciti ad ottenere ma che almeno siamo riusciti a portare alla luce l’assurda motivazione con cui questa, già in dirittura d’arrivo, è stata invece miseramente negata, anche stavolta impiegheremo ogni nostra energia per fare il possibile affinché il sogno diventi realtà.

A cosa abbiamo pensato? Alla realizzazione di un film su Manrico. Ma non un film storico, che analizzi quel difficile periodo della nostra Storia: lasciamo per quello il compito, semmai qualcuno ci sarà, a qualche storico che si diletti anche nel cinema. No. La nostra idea di film riguarda  un periodo ben preciso, poco analizzato ma in compenso assai  chiacchierato, spesso a sproposito: la sua morte.

Certo, ci farebbe piacere coinvolgere chi, di cinema, ne sa assai più di noi e così parte il nostro appello a registi, sceneggiatori, montatori e soprattutto produttori perché un film necessita innanzi tutto di qualcuno che intenda produrlo. La storia spazia tra Lucca e Pistoia e magari potrebbe interessare anche queste due città farsi finalmente avanti per rendere realizzabile quella che, per adesso, e’ un’idea forse un po’ folle, ma che è motivata dall’affetto e da un genuino bisogno di verità.

Questo intervento sarà quindi posto anche in inglese perché, esperienza docet, se mai aiuto arriverà, sarà più facile dagli U.S.A. che non dall’Italia, così come è successo, con nostra sorpresa, allorquando prima  lo scrittore James McBride scrisse il romanzo e poi il regista Spike Lee  realizzò il film “Miracolo a S. Anna” che fu infatti ispirato proprio alle vicende avventurose di Pippo e alla sua morte, malgrado in quell’opera sia data una versione molto fantasiosa, anche se comunque ispirata da eventi veri.

Anche se dovesse rimanere solo un sogno,ci consolerà comunque vedere quanto affetto ancora oggi, dopo 70 anni dalla sua scomparsa, Manrico ancora suscita in coloro che ne hanno sentito parlare, dato che ormai purtroppo, chi lo ha conosciuto davvero quasi non è più tra noi. E se riusciremo a realizzare questo sogno, sarà il nostro modo di dire “grazie!” proprio a costoro.
This year, 70 years have passed since the death of Manrico "Pippo" Ducceschi. As always, in these cases, we have had a generic promise, from the institutions of Pistoia and Lucca, that this date will not pass in silence like many other previous anniversaries. Beyond this, however, still nothing concrete, as a proposal, has come down to us.

But, as we have become accustomed to our readers who, we assure you, are not few and above all not only from Italy but from different parts of the world, primarily the States, ie the only country that recognized the military value of the Commander glorifying with the Bronze Star Medal while the Italian Government, after having expired all the possible options, remains permanently silent to what, instead, should have been one of its priorities given the high value of Pippo, well, we said, to us creativity and ideas are not lacking and so, after keeping Pippo's memory alive with articles in newspapers and web pages, we are now thinking of something much more incisive.

Hence, borrowing the words of Martin Luther King, "I have a dream ...", we too have our dream in the drawer. I dream that we do not know if we can ever achieve, at the moment we are laboriously moving in that direction, but already the first are flapping, even sensible for charity, attempts at dissuasion. But we are undeterred and as has happened with the question of the medal, which we have not been able to obtain, but that at least we have succeeded in bringing to light the absurd motivation with which this, already in the beginning, has been miserably denied, this time we will use all our energy to do everything possible so that the dream becomes reality.



What have we thought about? To the making of a film about Manrico. But not a historical film, which analyzes that difficult period of our history: let's leave for that the task, if anything there will be, to some historians who delight even in the cinema. No. Our idea of film concerns a very precise period, little analyzed but on the other hand much talked about, often inappropriately: his death.
Of course, we would like to involve those who know more about cinema than us, and so our appeal to directors, screenwriters, editors and above all producers because a film needs first of all someone who intends to produce it. The story ranges between Lucca and Pistoia and maybe it could also affect these two cities finally come forward to make what is possible, for now, an idea maybe a bit 'crazy, but that is motivated by the affection and a genuine need of truth.
This intervention will then be placed also in English because, experience docet, if ever help will come, it will be easier by the U.S.A. that not from Italy, as it happened, to our surprise, when first the writer James McBride wrote the novel and then the director Spike Lee made the film "Miracle at St. Anna" which was in fact inspired by the adventurous events of  Pippo and at his death, in spite of the fact that in this work a very imaginative version is given, even though inspired by real events.
Even if it were only a dream, however, it will comfort us to see how much affection still today, after 70 years since its disappearance, Manrico still arouses in those who have heard of him, as unfortunately who has really known it is almost no longer with us. And if we can achieve this dream, it will be our way of saying "thank you!" to them. 

sabato 3 febbraio 2018

«PRUNETTA IS A GREAT, GREAT LITTLE TOWN».





Oggi, alla biblioteca San Giorgio di Pistoia, si è tenuta un'interessantissima rievocazione storica dal titolo «Prunetta is a great, great little town». L'evento, organizzato dalla proloco di Prunetta con l'Associazione Linea gotica pistoiese, ha ripercorso il periodo che va dal settembre '44 all'aprile '45 narrato attraverso episodi e racconti di storia vissuta. Il relatore Michele Chiappini, appassionato di storia locale, si è servito delle foto d'epoca scattate durante la primavera 1945 da Donald Todd, reporter di guerra americano; immagini che furono poi riprese da un suo nipote e montate in un video commentato dal non più giovane soldato della decima Mountain division americana. Da tali testimonianze emerge uno spaccato reale di come sia i soldati americani che gli abitanti di Prunetta vissero quei giorni cruciali. Il paese della montagna pistoiese, non fu teatro di combattimenti, ma l'immediata retrovia del fronte. L'evento è stato l'occasione per presentare la rievocazione storica che si svolgerà  a Prunetta il prossimo 30 giugno, in collaborazione con la proloco di Prataccio.

sabato 9 settembre 2017

TESORI IN GUERRA




Interessante mostra fotografica a Pistoia, al Chiostro di San Lorenzo, dal 8 al 20 settembre 2017, in cui si possono vedere gli effetti dei bombardamenti alleati sul patrimonio artistico della città durante l’ultima Guerra Mondiale e l’opera di salvaguardia e recupero svolta da coloro avevano massimamente a cuore  l’antica eredità culturale della Nostra Città.